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A proposito di “Unicorni” e Futuro della Sanità|.02

 

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Uno degli aspetti che più mi fanno storcere il naso quando esamino un progetto innovativo e devo esprimere un parere in merito, in particolare per considerazioni funzionali ad un possibile futuro finanziamento, è la descrizione del progetto attraverso la prospettiva del visionario/a ovvero quando grande enfasi viene riservata alle implicazioni della tecnologia sviluppata e all’impatto sociale, mentre manca una obiettiva descrizione della tecnologia sviluppata e/o in corso di sviluppo. Questo sbilanciamento in favore delle implicazioni e impatto,  è stato una costante di ogni discorso della fondatrice di Theranos.

Elizabeth Holmes ha incantato tutti, inclusi personaggi di altissimo profilo professionale, con i suoi discorsi sulla visione di Theranos rispetto al futuro della medicina e dei servizi sanitari. E se per visione aziendale si intende solitamente l’insieme di ambizioni e obiettivi che si vorrebbero realizzare nel medio o lungo termine, in un contesto imprenditoriale come quello della Silicon Valley (dove si premiano i cd. unicorni in grado di produrre il cd. effetto disruptive ovvero un effetto dirompente e in grado di modificare drasticamente metodologie commerciali o produttive di un certo settore industriale), la Holmes si è sempre spinta oltre la mera descrizione della missione aziendale.

 

Unicorno, Corno, Cavallo, Equino, Animale, Mitico

 

In numerosi discorsi pubblici e conferenze Elizabeth Holmes spiegava che il suo obiettivo era quello di democratizzare i servizi sanitari, rendendo le informazioni sullo stato di salute accessibili ad ogni paziente in ogni luogo e nel momento in cui queste informazioni sono più rilevanti. Posto che gli esami di Theranos sarebbero stati più veloci, meno costosi e più accurati di qualsiasi altro concorrente, secondo la Holmes ogni cittadino sarebbe stato incoraggiato a svolgerli più frequentemente, e soprattutto prima dell’insorgere di una patologia.  Invece che prelievi sanguigni singoli, uno per ogni test da svolgere, l’Edison di Theranos avrebbe permesso di svolgere tantissimi esami, tutti sul medesimo campione di sangue e in particolare su un campione di sangue ricavabile da una piccola puntura al dito.  I risultati degli esami sarebbero stati disponibili in meno di 4 ore. Nello scenario raccontato dalla Holmes, il paziente si sarebbe recato presso un centro Walgreens-Theranos,  si sarebbe sottoposto all’indolore puntura al dito, avrebbe fatto la spesa con calma nel centro commerciale e quindi ritirato i risultati degli esami prima di tornare a casa. Il paziente o Theranos avrebbero comunicato i risultati dei test richiesti al medico curante e, nel caso in cui un certo valore avesse destato qualche minimo sospetto, il medico avrebbe potuto chiedere a Theranos di svolgere ulteriori e diversi esami sul medesimo campione già esaminato. Il paziente non avrebbe avuto necessità di sottoporsi ad un nuovo prelievo, in quanto il medesimo campione sarebbe stato utilizzabile per svolgere tutti gli altri test disponibili e commercializzati. Grazie all’automazione permessa dall’Edison inoltre le attività manuali dei tecnici e specialisti dei laboratori di manipolazione dei campioni di sangue sarebbe stata ridotta a zero, con enorme riduzione di margini di errore e garanzia di assoluta accuratezza dei risultati dei test.

Le implicazioni sia per il cittadino che per gli erogatori di servizi sanitari, secondo la Holmes e secondo i giornalisti che raccontavano Theranos, sarebbero state sconvolgenti. Avendo Theranos reso gli esami del sangue estremamente veloci, accurati, e indolori per il paziente, sarebbero aumentate enormemente le possibilità di prevenire la probabilità dell’insorgere di patologie o di istituire misure preventive per ridurne significativamente l’impatto sul paziente, prevenendo o limitandone la mortalità.

A ben guardare tutti questi discorsi non erano altro che una mera ripetizione di obiettivi consolidati della ricerca scientifica in campo medicale, diagnostico e della medicina predittiva, obiettivi questi sostenuti dai governi (negli USA come in Europa) e dai fondi pubblici erogati negli ultimi decenni anche per evidenti finalità di riduzione della spesa sanitaria. Basterebbe prendere in mano un qualsiasi documento programmatico della Commissione Europea degli ultimi 10 anni in materia di ICT applicato al settore sanitario per leggere esattamente le stesse considerazioni. Anzi ad esser precisi questi sono gli obiettivi della ricerca scientifica nel settore diagnostico sin dal 1950. L’idea che test più veloci e meno costosi possano permettere al paziente di monitorare più agevolmente eventuali valori sospetti per prevenire l’insorgenza di malattie è tra gli obiettivi di tutti gli Stati Industrializzati, in una visione paziente-centrica dove il paziente assume un ruolo attivo nel prendersi cura del proprio stato di salute e i costi dei servizi sanitari son ridotti con evidenti vantaggi per il controllo della spesa pubblica.

 

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I discorsi della Holmes erano pertanto estremamente generici e vaghi, ma forse convincenti per persone che non avevano alcuna conoscenza del mondo della innovazione diagnostica. Oppure, forse l’abilità della Holmes è stata quella di far credere che gli scenari descritti in numerosi documenti programmatici sulla ricerca scientifica in materia di diagnostica fossero diventati reali e attuali grazie all’Edison.

Il linguaggio della Holmes nei discorsi pubblici tenuti negli ultimi anni di vita di Theranos è stato analizzato solo dopo che l’inchiesta di Carreyrou ha fatto scoppiare lo scandalo. Questa è una dinamica abbastanza comune nel caso di frodi, in quanto l’opinione pubblica è curiosa di capire perché e come un certo personaggio accusato di frode sia stato in grado di convincere un numero elevato di persone. L’utilizzo di un linguaggio da personaggio politico e i discorsi sbilanciati nella identificazione dell’impatto piuttosto che nella descrizione della tecnologia sviluppata, è divenuto evidente a tutti solo dopo l’Ottobre 2015. Prima dello scandalo però numerosi scienziati si erano espressi attraverso la rivista Business Insiders per evidenziare che non fosse assolutamente chiaro in cosa consistesse l’innovazione di Theranos nel mondo dei lab-on-a-chip e POC.

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Ora è diventata “sarcasticamente” nota l’unica frase pronunciata dalla Holmes intesa ad illustrare la propria tecnologia, motivata dalle richieste di chiarimenti che diventavano sempre più insistenti: “Una chimica viene eseguita in modo che si verifichi una reazione chimica e generi un segnale dall’interazione chimica con il campione, che viene tradotto in un risultato, che viene poi esaminato da personale di laboratorio certificato.”. 

Omettendo ogni riferimento specifico alla tecnologia sviluppata e al suo funzionamento, la Holmes ha sempre preferito soffermarsi su quanto quella tecnologia avrebbe comportato in termini di impatto sociale. Sappiamo ora che non era in grado di dare spiegazioni in merito alle invenzioni di Theranos in quanto, pur presentandosi all’opinione pubblica e agli investitori come “inventore” principale dell’azienda, Theranos non aveva sviluppato nulla che fosse funzionante. Alcune micro-componenti dell’Edison forse sono state sì realizzate e potrebbero considerarsi delle innovazioni nell’ottica dell’automatizzazione di certi esami, ma in generale l’Edison non ha mai funzionato per gli obiettivi dichiarati.

Quindi una seconda importante lezione che Theranos insegna è l’importanza di tornare ad apprezzare un sano realismo anche nel mondo delle startup. Siamo affamati di visionari, ma abbiamo bisogno di realisti. 

Illuminante a tal proposito il monito di Jina Choi, direttore dell’Ufficio Regionale di San Francisco della SEC “La storia di Theranos è una lezione importante per la Silicon Valley”,  “Gli innovatori che cercano di rivoluzionare e perturbare un’industria devono dire agli investitori la verità su ciò che la loro tecnologia può fare oggi, non solo ciò che sperano che un giorno possa fare”.

Gli investitori hanno diritto a nient’altro che alla completa verita’ e sincerita’ da parte delle aziende e dei loro dirigenti”, Steven Peikin, Co-Direttore della SEC’s Enforcement Division che si è occupata del caso Theranos.

Ho personalmente trovato sempre abbastanza bizzarro e a volte imbarazzante che in ecosistemi di startup creati ad hoc negli ultimi 12 anni, che vorrebbero ispirarsi al modello della Silicon Valley, si svolgano ancora oggi concorsi che premiano i giovani imprenditori per l’idea che propongono. Se questo può risultare accettabile quando l’idea o il modello di business  proposto riguarda la realizzazione di una piattaforma web o di una web application, questa prospettiva sicuramente non può funzionare per le startup del settore biotech o medicale che richiedono per la realizzazione dell’obiettivo il superamento di sfide scientifiche rilevanti.

Theranos si poneva obiettivi non solo meritevoli, ma anche condivisi da anni di politiche di sostegno all’innovazione nel settore diagnostico e migliaia di progetti di ricerca scientifica nel settore della microfluidica, lab-on-a-chip e POC.  Tuttavia avere un obiettivo grandioso è cosa ben diversa dall’affermare di averlo già realizzato o di avere concrete e misurabili possibilità di realizzarlo, soprattutto se chi descrive l’obiettivo non è un esperto del settore.

 

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Diritti d’autore e Termini di Utilizzo.Tutti i diritti sono riservati | Autore: Maria Luisa Manis |Data di Pubblicazione: 08/08/2019. L’utilizzazione del presente Articolo è consentita solo per le finalità e nei limiti previsti dall’Articolo 70 della L.663/1941 e a condizione che si rispetti la modalità di citazione in APA style per le citazioni di blog-post come fonti di ricerca scientifica. Nel caso di utilizzazione nell’ambito di un web-blog è possibile menzionare solo l’iniziale del nome, cognome dell’autore, anno, il titolo dell’articolo e link dell’articolo; nel caso di condivisione del link dell’articolo sui social media è possibile menzionare solo l’iniziale del nome e cognome dell’autore. Qualsiasi utilizzazione al di fuori dei limiti di cui all’Articolo 70 della L.663/1941 è vietato.Una volta pubblicato l’articolo non sarà oggetto di modifiche successive, salvo correzione di eventuali errori di battitura. Eventuali aggiornamenti sostanziali saranno espressamente menzionati nella stessa pagina dell’articolo. Si garantisce l’accessibilità permanente; in caso di rimozione del blog, l’articolo sarà reso disponibile in altra repository che ne  garantisca il libero accesso. Il presente articolo non equivale ad una consulenza professionale sul tema trattato.